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#Macelleria Da Premio e Antonio


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E TU SEI UN MACELLAIO 360° O ANCORA FERMO AL 2.0?

2021-10-07 17:47

The Butcher

E TU SEI UN MACELLAIO 360° O ANCORA FERMO AL 2.0?

E TU SEI UN MACELLAIO 360° O ANCORA FERMO AL 2.0?

E TU SEI UN MACELLAIO 360° O ANCORA FERMO AL 2.0?

Ormai non c’è professione che abbia usato, anzi “abusato” del termine“2.0”. Ogni evento, innovazione, cambio della guardia o su qualsiasi blog si parla di questo fatidico sistema decimale per descrivere un passo in avanti.

Ma siamo sicuri di aver fatto poi tutti questi passi in avanti? Di aver rivoluzionato un mestiere? O semplicemente abbiamo osservato il mondo intorno a noi e così come l’acqua prende forma del contenitore in cui viene versata, noi ci siamo adeguati al contesto che ci circonda!

Già il filosofo Eraclito, vissuto 2500 anni fa, aveva coniato la celebre frase “panta rei” (tutto scorre); a significare appunto che niente è immutabile, ma tutto cambia!

Noi di Maremma che Ciccia abbiamo fatto un upgrade di questo fantomatico 2.0, e rubando un termine geometrico siamo arrivati a coniare il termine Butcher360°

Per chi non lo sapesse la goniometria, dal greco γωνία (Gonia: angolo) e μέτρον (Metron: misura), è la scienza che studia la misurazione degli angoli mettendoli in relazione con gli archi corrispondenti.

PERCHÉ PROPRIO I 360°?

4000 anni fa i Babilonesi, grazie alle loro osservazioni del cielo notturno, si erano accorti che le stelle ritornavano nella stessa posizione nel cielo dopo un periodo di tempo molto lungo, quel periodo corrispondeva a 360 notti.

Ecco perchè l’angolo giro misura 360°.

Bene parlando il “macellaiese” i 360° sono le notti in cui un Butcher non dorme per capire cosa poter fare per emergere e differenziarsi dalla massa. Tutti sappiamo disossare, chi più chi meno bene, tutti abbiamo prodotti che incontrano il gusto della signora Valeria come diceva il signor Ferrero, (andate a leggervi l’aneddoto, una delle migliori lezioni di marketing di sempre ) infine tutti cerchiamo di accontentare il cliente in qualsiasi maniera, ma alla fine cosa vuol dire questa famosa unità di misura???

Ormai chi fa il nostro mestiere non può più accontentarsi di conoscere la carne in ogni sé e ogni ma, di fare una vetrina attraente o cercare di vendere al giusto prezzo un prodotto, dobbiamo essere professionisti a tutto tondo, avere una visione a 360° di cosa ci sta intorno, e da li partire per chiudere il cerchio

Un precursore del macellaio a 360 gradi è stato il nostro amico e collega Luca Terni, non contento di portare avanti solamente una macelleria in sede fissa e una sui mercati rionali della maremma ha deciso di bucare il piccolo schermo conquistando il titolo di “miglior macellaio d’Italia” nella trasmissione Detto Fatto su Rai Due. Finita qui?

 Certo che no, visto che aveva qualche manciata di ore disponibili nella giornata ha deciso di gestire insieme a suo fratello Nicola un ristorante, a tema carne naturalmente. Anche qui altro grande successo. Infine giusto per non arrugginirsi si è lanciato in un nuovo progetto che…….ops stavo spoilerando!!!! (da Ottobre in uscita!) Spostandoci più a nord dove l’aria è più pulita e le montagne la fanno da padrone abbiamo un altro Butcher che per quadrare il cerchio ha deciso di diventare uno dei migliori interpreti della regione Trentina nell’arte della produzione dei salumi tipici. Sulle nevi di Courmayeur fino alle spiagge di Mondello i suoi prodotti sono ricercati e acclamati.

Visto che portare avanti una delle botteghe più rinomate della regione e un salumificio non gli bastava, Max Goloso (e già il nome basterebbe come biglietto da visita) ha voluto affermarsi a livello nazionale nel campionato italiano del Salame da svariati anni… che dite la finiamo qui? Certo che no, e via ad aprire la prima ristomacelleria della regione, un successo che era scontato. Prendendo l’autostrada verso Torino e fermandoci in provincia di Novara ai piedi delle colline moreniche ricoperte dai vigneti ci troviamo davanti un paese, Suno, che ospita un Butcher conosciuto ai molti per la maniacalità nella produzione dei suoi salumi. Stanco di vedere prodotti industriali,

Giovanni Piero Zanardi si è posto un obbiettivo, produrre il miglior COTTO ARTIGIANALE a livello nazionale. Secondo voi ha centrato il segno?

Ovvio che si, infatti quest’anno ad iMeat il suo cotto è stato premiato come miglior prosciutto dello Stivale da una giuria di addetti ai lavori.

Di storie analoghe il bel paese è pieno, domani è un altro giorno, un altro giorno dove tirerete su la vostra serranda, aprirete la vostra bottega e guardandovi intorno, osservando la vostra città, le vostre tradizioni, passioni sarete lì, 360 notti a meditare la chiusura del vostro cerchio.

Ma ricordate bene… per essere unici non dobbiamo cercare di saper fare bene 360 cose… i TUTTOLOGI non esistono… anzi! Capisci chi sei, che cosa vuoi fare, e perché sei UNICO. Al resto penserà il TEMPO!

Antonio CHETTA!

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